Coronavirus, il decreto “cura Italia”: stop ai mutui.

Aggiornamento: 11 apr 2020


Le ultime misure approvate dal Consiglio dei Ministri di oggi 16 marzo che incidono sul settore finanziario.

Più che di un semplice decreto si tratta di una vera e propria manovra finanziaria di circa 25 miliardi quella approvata dal governo Conte per sostenere l’economia ai tempi del coronavirus.

Oltre ai provvedimenti per sostenere famiglie e imprese, il nuovo decreto di Palazzo Chigi contiene anche una serie di misure per potenziare l’assistenza sanitaria come la requisizione degli hotel per ospitare chi è in isolamento, verrà utilizzato il personale medico militare, sarà consentito produrre mascherine chirurgiche in deroga alle vigenti norme anche se l’iss, l’Istituto superiore di sanità, entro 2 giorni dovrà pronunciarsi circa la rispondenza delle mascherine alle norme vigenti.

Cinque i macro-capitoli in cui si articola il decreto “marzo – cura Italia”: 1- finanziamenti aggiuntivi per il sistema sanitaria e di protezione civile per 3,5 miliardi di euro; 2- difesa del lavoro e del reddito per 10 miliardi di euro; 3 – immissione di liquidità nel settore del credito e dei finanziamenti; 4- sospensione-rinvio delle scadenze fiscali; 5- sostegno alla scuola e alla malattia.


In attesa, quindi, della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale vediamo le misure di principale interesse per professionisti, lavoratori e imprese ricordando che, trattandosi di decreto-legge, le misure e i fondi, per essere operative e diventare legge dello Stato, dovranno essere discusse e approvate da Camera e Senato entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto stesso.


Versamenti fiscali 16 marzo 2020 rinviati


Il MEF, anticipando il decreto, aveva già pubblicato nella serata del 13 marzo un comunicato dove si ufficializzava la prororga dei versamenti previsti al 16 marzo 2020. Nello specifico si sospende l’applicazione degli interessi di mora in caso di ritardo nell'adempimento degli obblighi tributari relativi all’imposta sul valore aggiunto (IVA). Sospesi anche i pagamenti IRPEF sui redditi da lavoro dipendente, in scadenza sempre al 16 marzo.


Altri adempimenti fiscali 8 marzo - 31 maggio 2020: stop in base al fatturato


Sospensione dei versamenti tributari, ritenute e addizionali regionali e comunali per i titolari di partite Iva  con ricavi entro i 2 mln di euro, per il periodo che va dall'8 marzo al 31 maggio 2020;per i soggetti di dimensioni più ridotte (ricavi o compensi non superiori a euro 400.000), che nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata del decreto, e che nel mese precedente non hanno sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato, scatta il non assoggettamento alle ritenute d’acconto, nonché a quelle previste a titolo d’imposta e a titolo d’acconto da parte del sostituto d’imposta, in relazione ai ricavi e ai compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore e il 30 aprile 2020. L’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dai sostituti è versato direttamente dal contribuente in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi;tutti gli adempimenti fiscali saranno sospesi e riprenderanno, quindi, il 31 maggio 2020.


Sospensione delle rate del mutuo


Le misure straordinarie previste dalla manovra riguardano anche chi ha un mutuo prima casa e si trova in questo momento in gravi difficoltà nel sostenere l’impegno economico delle rate.

A fronte dell’emergenza Coronavirus, la sospensione delle rate di mutui e prestiti è stata estesa per 9 mesi ai lavoratori autonomi e liberi professionisti, con il potenziamento del Fondo di garanzia e il meccanismo del Fondo solidarietà mutui prima casa, il cosiddetto Fondo Gasparrini.


Come funziona la sospensione delle rate dei mutui?


La sospensione delle rate del mutuo era già prevista dal Fondo di Solidarietà istituito con la Legge n 244/2007 ed è rivolta alle famiglie e ai soggetti titolari di un mutuo prima casa che si trovano in situazioni di temporanea difficoltà economica per cessazione del rapporto di lavoro o sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, per decesso o grave infortunio.


Questa riguarda solo il pagamento della quota capitale del mutuo, mentre gli interessi vanno comunque corrisposti.


Con il nuovo decreto del 16 marzo “Cura Italia” è possibile richiedere la sospensione del mutuo per un massimo di due volte e un periodo complessivo di 18 mesi, prorogandone così la scadenza. Il Fondo provvederà al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.

Possono beneficiarne non solo coloro che hanno subito la riduzione dell'orario o la sospensione dal lavoro in seguito all'allarme Coronavirus, ma anche – e per un periodo di 9 mesi - i lavoratori autonomi e i liberi professionisti che auto-certifichino di aver registrato “in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data”, una riduzione del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019, in seguito alla chiusura o alla riduzione del lavoro dovuta alle misure adottate dall’autorità competente con il diffondersi del Covid-19.

L’altra novità, oltre all’estensione delle categorie che possono richiedere la sospensione delle rate, è che non sarà necessario presentare il modello Isee (Indicatore della situazione economica equivalente).



Come fare richiesta di sospensione del mutuo?


La domanda di sospensione delle rate del mutuo va presentata alla stessa banca erogatrice del finanziamento, compilando il modulo ufficiale disponibile sul portale Consap SPA e allegando la documentazione necessaria ad attestare il verificarsi delle condizioni. La banca inoltra poi l’istanza alla Consap, che fa le sue verifiche e rilascia entro 15 giorni lavorativi il nulla osta.


Il provvedimento, si legge ancora nel testo, verrà adottato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.


Indipendentemente dalle misure annunciate con il nuovo Decreto, alcune banche hanno già fatto partire una serie di provvedimenti volti a dare una mano ai clienti che ne avessero bisogno in questo momento. Intesa Sanpaolo ad esempio, ha attuato una nuova modalità di gestione a distanza della richiesta di sospensione del mutuo, via telefono o email e lo scambio dei documenti originali tramite posta o corriere.

La sospensione delle rate dei finanziamenti in essere, per la sola quota capitale o per l’intera rata, può essere chiesta per 3 mesi, con eventuale proroga di ulteriori 3 o 6 mesi in funzione della durata dell’emergenza.

Allo stesso modo, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata comunica sul suo sito la possibilità a tutte le famiglie residenti e titolari di un mutuo o di un prestito personale, di richiederne la sospensione in maniera semplice, sicura e senza costi aggiuntivi.

La sospensione delle rate dei finanziamenti in essere potrà essere concessa per un massimo di 12 mesi, per la sola quota capitale o per l’intera rata.

Non è assolutamente necessario recarsi in agenzia, anzi è fatta espressa richiesta di evitarlo, ma basterà scrivere all’indirizzo email dedicato perché sarà la Banca a prendersi cura del tutto.


Altre importanti misure sono...


600 euro a marzo per lavoratori autonomi, professionisti e collaboratori: “In favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi o professionisti ivi compresi i titolari di attività di impresa, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché alla gestione separata” ci sarà “un’indennità mensile pari a 600 euro per un massimo di tre mesi e parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività”.


Finanziamento speciale di 5 miliardi per la cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga che arriverà fino a 9 settimane e sarà estesa anche alle imprese con 1 dipendente;


Tra le misure previste , inoltre, nel «Cura Italia» è presente un aiuto per quei lavoratori le cui aziende non si sono fermate nonostante lo stop al Paese o che non hanno potuto usufruire del lavoro agile, quello smart working sollecitato dai due decreti precedenti. L’intervento è un aiuto economico: 100 euro direttamente in busta paga.

Ma quali sono i requisiti per ottenere il premio?

Testo del decreto alla mano, si legge che i titolari di redditi di lavoro dipendente «che possiedono un reddito complessivo di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito». I 100 euro sono da rapportare al numero di giorni effettivamente svolti nella «propria sede di lavoro».

Dunque, il premio introdotto dal decreto del Governo interessa sia i dipendenti pubblici che quelli del settore privato.


Reddito di cittadinanza, Naspi e altre forme di sostegno al reddito «rimangono in vigore, e a maggior ragione in questo periodo» assicurano.


Ecco il modulo Consap per la richiesta di sospensione...

Clicca sulla freccia in alto a destra del modulo per scaricarla




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